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luglio 9 2013

Il futuro per me è ascoltare ciò che il mare insegna

di: Alli Traina
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La capacità di raccontare in maniera semplice ciò che è complesso l’ha imparata grazie al suo lavoro. Quella di fantasticare, grazie alla sua passione. Credevo di parlare di minori a rischio e provvedimenti restrittivi e invece con Elio Lo Cascio parlo di ragazzi e libertà. È la magia dell’inaspettato che si rivela quando credi di avere certezze.

Tra i tanti progetti che manda avanti con i più giovani, si occupa anche di mediazione penale. Futuro per lui vuol dire cambiare prospettiva: non guardare al reato in un’ottica solamente rieducativa ma anche riparativa prendendosi cura tanto di chi l’ha commesso quanto di chi l’ha subìto. Dietro ogni azione ci sono persone, spesso giovanissime. Elio le sostiene e le accompagna, per gestire gli effetti distruttivi del conflitto e ricucire il legame sociale. Infine, se autore e vittima lo desiderano e senza alcun tipo di costrizione, prova a farli incontrare. «Il valore dell’esistenza altrui, l’idea di far parte di una collettività è fondamentale per cambiare il modo di pensare dei più giovani».

Ma Elio non vuole insegnare questi concetti, vuole farli capire. Così entra in gioco la sua passione: il mare. Quando ci si immerge nel suo respiro e si prova a far parte del suo mistero, si comprende il significato della pazienza, della costanza, dell’attenzione all’altro. Grazie alla collaborazione con la sezione “Palermo Centro” della Lega Navale di Palermo, da tre anni esce ogni settimana in barca a vela con i suoi ragazzi. Guarda con loro la città da un’altra prospettiva. E fa capire la libertà. Una libertà che non nasce dal fare tutto ciò che si vuole come se gli altri fossero soltanto pedine dei propri obiettivi, ma dall’aggregazione con il proprio equipaggio, che diventa risorsa per raggiungere quegli obiettivi.

«Su una barca a vela il gesto di uno non ha senso senza quello degli altri: senza l’aggregazione non si può realizzare nulla». Gli equipaggi che forma sono misti: professionisti, pensionati, sportivi si ritrovano a fare squadra con persone molto più giovani e con storie molto diverse. Sfatando pregiudizi, conoscendosi. Gestendo insieme paure ed emozioni.  I ruoli cambiano: un momento si è al timone e si decide per tutti, un altro si deve eseguire un ordine altrui.

L’anno scorso uno dei ragazzi ha partecipato alla regata Palermo-Montecarlo e molte sono le storie e le consapevolezze che stanno nascendo da questo progetto. Anche se la Lega Navale mette sempre a disposizione le barche e gli istruttori che occorrono, Elio da qualche mese sta inseguendo un altro sogno, nato dall’incontro con Francesco Belvisi. Far restaurare dalla Comunità Sant’Onofrio per il recupero dei tossicodipendenti la celebre imbarcazione “Lisca Bianca”, che i proprietari hanno messo a disposizione per far navigare il suo sogno lungo il Mediterraneo. E continuare il percorso con il suo giovane equipaggio.

«Vorremmo iniziare presto il restauro di “Lisca Bianca”, creare un mondo itinerante lungo il Mediterraneo per diffondere tramite i ragazzi la cultura del mare».

 

www.liscabianca.com

 

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